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Web, gli Usa perdono il primato

Inserito il 17 marzo 2008 da Redazione | 0

Web, gli Usa perdono il primatoLa Cina batte Stati Uniti per 220 milioni a 217. E non è un sorpasso da poco, visto che da circa quarant’anni erano gli americani a detenere il primato del numero maggiore di navigatori web nel mondo. Ma dallo scorso febbraio, come documenta una ricerca dell’istituto BDA China, sono i cinesi ad aver conquistato la pole position, con ben tre milioni di navigatori in più. Due le ragioni principali, spiega Liu Bin, un analista della BDA: “La crescita continua e consistente degli utenti della banda larga, e la popolarità degli internet cafè anche in città relativamente piccole della Cina”. Gli americani perdono così una posizione che mantenevano da quasi quarant’anni, da quando cioè nel 1969 cominciò a muovere i primi passi quel network di computer nato per volontà del Dipartimento Usa della Difesa.

Secondo le stime dei ricercatori della BDA, nel 2008 gli utenti di internet in Cina dovrebbero raggiungere quota 280 milioni. Un aumento del 33% da quei 210 milioni registrati alla fine dello scorso anno, come riferisce il Chine Internet Netwoek Information Centre. E vari sono i fattori che, in un paese tanto grande, hanno determinato un’impennata di navigatori nelle diverse regioni.

Nelle città, la crescita è stata spinta dal costante aggiornamento delle infrastrutture garantito dai gestori di telefonia, che permettono a un numero sempre maggiore di famiglie di accedere alla banda largha. Utilizzata, al momento, da circa 160 milioni di cinesi (dati BDA). Diversa la situazione nelle campagne, aree popolate dalla gran parte della popolazione della Cina ma che rappresentano solo un quarto degli utenti internet.

Uno degli aspetti più significativi, è che la rapida crescita del popolo del Web ha fatto sì che internet sia diventato il luogo della libertà d’espressione e di opinione, a differenza dei media tradizionali, rigidamente controllati dal governo.

Un potenziale “rivoluzionario” che ha messo in apprensione Pechino, tanto che già lo scorso anno il presidente cinese Hu Jintao aveva parlato della necessità di una “purificazione” di internet. Poi, la scure di una vera e propria censura: a gennaio, l’annuncio che solo a soggetti controllati dal governo sarebbe stato consentito di gestire siti web con contenuti audio e video.

Fonte: www.repubblica.it

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