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Inserito il 22 dicembre 2009 da David | 0

Indagine conoscitiva della Commissione europea – La Commissione europea (Direzione generale giustizia, libertà e sicurezza) sta conducendo, insieme alla London School of Economics, un’attività di ricerca sui vantaggi economici derivanti dall’introduzione delle cosiddette “Privacy Enhancing Technologies” (PETs) da parte di soggetti pubblici e privati. Le PETs sono tecnologie o prodotti software utili per rafforzare o migliorare la protezione della privacy. Rientrano nelle PETs , ad esempio, i dispositivi per bloccare i cookies, i sistemi di cifratura, i software che ripristinano automaticamente l’anonimato dopo un certo periodo di tempo, lo standard P3P (Platform for Privacy Preferences) – quest’ultimo, in particolare, è un protocollo che permette di confrontare le impostazioni privacy dell’utente con quelle dei siti web che utilizzano tale protocollo (raccomandato ufficialmente dal World Wide Web Consortium), in modo da decidere durante la navigazione se accettare o meno i possibili rischi.

Lo studio è finalizzato a valutare, in primo luogo, se e in che misura la diffusione delle PET possa generare benefici economici; in secondo luogo, se tali benefici possano essere conseguiti anche dall’organizzazione pubblica o privata che le introduce (il titolare del trattamento), ad esempio in termini di affidabilità e immagine e, quindi, di richiamo per la clientela, e se attraverso la cooperazione privato-pubblico (Autorità nazionali di protezione dati, organismi internazionali) sia possibile incrementare tali benefici.

Una prima fase dell’indagine si è conclusa nel mese di novembre 2009, quando sono stati presentati dalla Commissione europea (in occasione di un workshop organizzato a Bruxelles) i primi risultati relativi all’attività ed alla posizione delle Autorità di protezione dati e dei soggetti pubblici in 12 Paesi Ue, compresa l’Italia.

Una seconda fase, attualmente in corso, intende invece analizzare la posizione e le aspettative delle aziende: in particolare, le esperienze sinora realizzate in materia, i costi e i benefici rilevati. I soggetti pubblici e privati interessati possono compilare on line il questionario, assolutamente anonimo, utilizzando il seguente link: http://survey.londecon.co.uk/index.php?sid=47912&lang=it

L’iniziativa riveste particolare importanza e il Garante ha deciso di promuoverne la conoscenza attraverso il proprio sito web.

Fonte:  http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?solotesto=N

Garante per la protezione dei dati personali
News – 17 dicembre 2009
Tecnologie a protezione dei dati.
Indagine conoscitiva della Commissione europea
La Commissione europea (Direzione generale giustizia, libertà e sicurezza) sta conducendo, insieme alla London School of Economics, un’attività di ricerca sui vantaggi economici derivanti dall’introduzione delle cosiddette “Privacy Enhancing Technologies” (PETs) da parte di soggetti pubblici e privati. Le PETs sono tecnologie o prodotti software utili per rafforzare o migliorare la protezione della privacy. Rientrano nelle PETs , ad esempio, i dispositivi per bloccare i cookies, i sistemi di cifratura, i software che ripristinano automaticamente l’anonimato dopo un certo periodo di tempo, lo standard P3P (Platform for Privacy Preferences) – quest’ultimo, in particolare, è un protocollo che permette di confrontare le impostazioni privacy dell’utente con quelle dei siti web che utilizzano tale protocollo (raccomandato ufficialmente dal World Wide Web Consortium), in modo da decidere durante la navigazione se accettare o meno i possibili rischi.

Lo studio è finalizzato a valutare, in primo luogo, se e in che misura la diffusione delle PET possa generare benefici economici; in secondo luogo, se tali benefici possano essere conseguiti anche dall’organizzazione pubblica o privata che le introduce (il titolare del trattamento), ad esempio in termini di affidabilità e immagine e, quindi, di richiamo per la clientela, e se attraverso la cooperazione privato-pubblico (Autorità nazionali di protezione dati, organismi internazionali) sia possibile incrementare tali benefici.

Una prima fase dell’indagine si è conclusa nel mese di novembre 2009, quando sono stati presentati dalla Commissione europea (in occasione di un workshop organizzato a Bruxelles) i primi risultati relativi all’attività ed alla posizione delle Autorità di protezione dati e dei soggetti pubblici in 12 Paesi Ue, compresa l’Italia.

Una seconda fase, attualmente in corso, intende invece analizzare la posizione e le aspettative delle aziende: in particolare, le esperienze sinora realizzate in materia, i costi e i benefici rilevati. I soggetti pubblici e privati interessati  possono compilare on line il questionario, assolutamente anonimo, utilizzando il seguente link: http://survey.londecon.co.uk/index.php?sid=47912&la

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